Intervista

Renzi a Mosca: «Bene il premier, la Russia è decisiva»

di Santamaria Gianni per Avvenire
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Parla l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini«Senza il suo contributo non possiamo immaginare di combattere l’Is» 

Più che sanzioni ci vuole politica. Putin sa che non è suo interesse continuare in un clima di simil-guerra fredda». E per questo sarebbe «un grande risultato politico», se Renzi riuscisse a ottenere da lui «un cenno di disponibilità a collaborare alla crisi libica, a partire dal voto positivo al consiglio di sicurezza». 
Franco Frattini, già ministro degli Esteri, è un grande conoscitore della Russia, dove intrattiene contatti ai massimi livelli e dove, la scorsa settimana, ha presieduto un panel sui 70 anni di Yalta. Dai suoi interlocutori ha avuto conferma che le sanzioni hanno influito negativamente sull’economia Ue, ad esempio in agricoltura, e che i russi ci rinfacciano la contraddizione di non aiutare l’Ucraina a pagare i contratti del gas. Renzi viene criticato per una posizione troppo morbida sull’omicidio Nemtsov
Lei cosa pensa? Che fa bene a non modificare la visita, esprimendo allo stesso tempo un gesto di umana solidarietà per l’oppositore ucciso da sconosciuti. Senza awenturarsi, però, in assurde e premature ricostruzioni di colpevolezza. Specialmente nel momento in cui Putin afferma di voler personalmente monitorare la serietà delle indagini. 

E la crisi ucraina? Non si sottolinea molto che Renzi va anche a Kiev, proprio per capire le sensazioni degli ucraini. Ma fa benissimo ad andare a Mosca, perché il problema tra Occidente e Russia non è anzitutto economico – anche se le sanzioni danneggiano le aziende italiane ed europee almeno quanto la Russia – ma politico. 

Perché Putin è essenziale? Gli scenari globali non si affrontano senza la Russia a bordo. Dopo il ritiro della leadership americana da Medio Oriente e Nord Africa, i russi sono stati particolarmente attivi in quella regione dal punto di vista politico, economico e militare. Lo dimostra la recente visita di Putin al presidente egiziano al-Sisi. Non possiamo immaginare di combattere l’Is se la Russia non sostiene al Consiglio di sicurezza una risoluzione importante. E‘ inutile riempirsi la bocca con l’Onu e poi isolare Mosca, che ha il potere di veto. Si rende inutile la missione di Bernardino Leon. Infine, senza la Russia non si risolve il problema della proliferazione nucleare iraniana. 

II presidente Mattarella è a Berlino, fronte storico del rapporto Occidente-Russia. Il presidente ha scelto appropriatamente la destinazione del suo primo viaggio ufficiale. Non perché le istituzioni comunitarie vengano dopo. Ma perché come per la Russia, guai a dire che la colpa di quello che succede in Europa, vedi Grecia, è di Berlino. 

Quale ruolo ha l’Ue? Deve essere il facilitatore di soluzioni per crisi libica, lotta al terrorismo e altro. Da europeista convinto, osservo con grande tristezza che a Minsk l’Europa non c’era Meno male che c’erano Hollande e Merkel, che ha assunto una leadership europea evidentemente utile. 


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