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“Un mondo senza la Russia” presentato alla SIOI il volume di Primakov

A Roma, presso la sede della Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale (SIOI) si è tenuta la presentazione dell’edizione italiana del libro dell’ex primo ministro e dell’ex ministro degli esteri russo Evgenij Primakov “Un mondo senza la Russia? Le conseguenze della miopia politica” (Pacini Editore, 2018).
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L’evento è stato organizzato dalla SIOI, dal The Gorchakov Fund e dall’Istituto di Studi Eurasiatici.
“Raramente il pubblico occidentale ha occasione di prendere diretta conoscenza delle fonti russe. Pertanto mettere a disposizione del lettore italiano la traduzione del volume “Un mondo senza la Russia?” di Primakov offre sia una chiave di lettura alternativa di alcune delle più importanti vicende internazionali sia l’opportunità di conoscere un personaggio estremamente complesso e che a buon diritto viene considerato uno dei più importanti statisti della Russia post-sovietica, – lo ha affermato il curatore dell’edizione italiana del libro, Professore dell’Università di Pisa Andrea Giannotti, sottolineando che nel volume Primakov, chiamato da Giannotti il “mostro sacro”, traccia degli eventi politici occorsi indicativamente nel decennio 1999-2009.

Questo volume, scritto da un grande politico russo, rappresenta una rara occasione per il lettore italiano di conoscere il punto di vista russo su alcune delle maggiori questioni della politica internazionale e con innumerevoli riferimenti alle vicende interne della Federazione. Dalla crisi in Kosovo alla guerra in Iraq del 2003, dalla minaccia dell’integralismo islamico ai non semplici rapporti fra Mosca e Washington fino al conflitto arabo-israeliano, le attente analisi di Primakov costituiscono un contributo di indubbio interesse.

Primakov è uno dei più eminenti esponenti politici della Russia contemporanea che tutt’ora resta una delle figure più popolari fra i russi. Giornalista, scienziato, alla guida del Ministero degli affari esteri, capo dei servizi segreti, Primo ministro. I suoi articoli e libri sono ancora, come già nel passato, materia di studio per accademici e diplomatici di molti paesi. Infatti va ricordato un episodio molto importante che è destinato a restare per sempre nella storia della Russia e del mondo intero. Il 24 marzo 1999, Evgenij Maksimovich Primakov volava verso gli Stati Uniti per una visita ufficiale. A metà strada, sull’Oceano Atlantico, il primo ministro russo apprese che le forze combinate della NATO avevano cominciato a bombardare la Serbia, suo stretto alleato. Primakov ordinò immediatamente il rientro a Mosca con una manovra chiamata “Loop di Primakov“. La decisione di Primakov era in sintonia con ciò che voleva raggiungere.

Il Presidente della SIOI, ex-ministro degli esteri Franco Frattini, che ha moderato l’incontro, ha ricordato che Evgenij Primakov ha elaborato il concetto di interesse nazionale e la dottirina della multipolarità.

“Uno degli spunti importanti che dobbiamo ricordare di Primakov è il recupero nel 1996-99 del concetto di interesse nazionale che per la Russia uscita dalla disgregazione dell’Unione Sovietica fu probabilmente un punto di svolta su cui il Presidente Putin ha fondato la grande parte della sua dottrina politica, fin dal primo mandato. Inoltre, Primakov elaborò una teoria di multipolarismo secondo la quale il mondo unipolare fondato sugli Stati Uniti non potesse reggere. Per Primakov ogni forza ha un vettore che contribuisce al bene comune”, – ha spiegato Frattini.

L’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Santa Sede Alexey Avdeev, che è stato il viceministro degli esteri quando Primakov guidava il ministero degli affari esteri, ha invece parlato della creatività di Evgenij Primakov e delle sue capacità umane.

Durante la presentazione è intervenuto anche il soprannominato amico di Primakov Lamberto Dini che ha condiviso la sua testimonianza personale di profonda conoscenza del grande statista russo, sottolineando i due principi sui quali si fondava tutta la sua attività diplomatica: difendere gli interessi nazionale e della sicurezza della Russia e lavorare per risolvere internazionalmente i conflitti senza aver ricorso alle armi.

“Primakov pensava che dopo la fine della guerra fredda sarebbe stato possibile una coordinazione delle azioni politiche. Secondo la sua logica, ogni paese doveva perseguire atteggiamenti enormi per evitare i conflitti e le guerre. Primakov era anche convinto che le relazioni tra i paesi dovessero essere guidati dal principio di non-interferenza nelle zone della reciproca influenza. Prima del 2016, elezioni presidenziali negli Stati Uniti, Trump aveva preso una serie di iniziative per stabilire un nuovo rapporto con la Russia. E anche Putin aveva fatto dichiarazioni che andavano nella stessa direzione. Cosi Stati Uniti e la Russia avrebbero avuto la possibilità, la forza e la capacità di prevenire conflitti a cominciare dal Medio Oriente. Purtroppo grazie al nuovo sentimento che è stato creato oggi a causa della presunta interferenza della Russia nella campagna presidenziale americana del 2016, quel tentativo di avvicinamento è stato messo in ginocchio dalle azioni unilaterali che questi due paesi avrebbero dovuto prendere”, – ha concluso Lamberto Dini.

Fonte: Sputnik Italia News

Registrazione video del dibattito a cura di Radio Radicale


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